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Risposta a Il Gazzettino

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Pregiatissimo Direttore,

abbiamo letto su Il Gazzettino le considerazioni, esposte con pacatezza, dell’ex-Assessore Provinciale Manzolini e la sua risposta sul tema della denominazione del “prosciutto di Montagnana”.

Da ex-Assessore, Manzolini non dovrebbe “immaginare le ragioni che spingono a nominarlo Prosciutto Veneto”, ma conoscerle pienamente, puntualmente e nel merito.

Il Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto ha già inviato un Comunicato Stampa dopo l’articolo di venerdì 4 Agosto su Il Gazzettino e la invitiamo, cortesemente e fermamente, a leggerlo per intero.

Ci consenta solo alcune sintetiche considerazioni.

Se il Prosciutto Veneto DOP si chiama così (si può comunque evitare, come previsto dal Disciplinare, l’indubitabile orpello di “Berico-Euganeo”, così accontentiamo Manzolini) è perché viene prodotto in 15 comuni di tre diverse provincie venete. Ne fanno parte, fra le altre, alcune aziende vicentine che per peso di fatturato sono maggiori di quelle di Montagnana. Se nel 1971, quando nacque il Consorzio, si scelse così il motivo era evidente. Avremmo dovuto forse chiamarlo Prosciutto di Montagnana, o Prosciutto di Sossano, o Prosciutto di Lonigo, o Prosciutto di Pressana ecc? Abbiamo deciso – compresi noi produttori del montagnanese – di FARE SQUADRA e abbiamo dato un unico nome. Abbiamo forse fatto una scelta scellerata e burocratica?

Per chiarire ancora di più il concetto, facciamo un esempio: perché il Prosciutto di Parma si chiama così (pur non essendo prodotto nella città di Parma, fuori dalla zona tipica) e non di Langhirano, di Felino o di Collecchio? Anche loro per fare squadra. E lo Speck dell’Alto Adige? e il Prosciutto Toscano?

Per quanto attiene all’episodio della pesante sanzione comminata al ristoratore di Montagnana, per cortesia, almeno stavolta non diamo la colpa alla burocrazia. Il sanzionato, oltre che ampiamente e preventivamente informato prima d’ora, al pari di tutti i soggetti della filiera, poteva e può facilmente reperire le prescrizioni che riguardano la DOP in oggetto, come i divieti di utilizzare le denominazioni crudo di Montagnana ecc, direttamente in rete, dai siti del Consorzio, della Regione Veneto e del Ministero competente.

Anche presso la sede del Consorzio scrivente (che dista qualche decina di metri dall’esercizio del soggetto sanzionato) forniamo quotidianamente consulenza sulla tutela e sulle prescrizioni relative alla DOP in oggetto.

La necessità della tutela deriva dal fatto che la stessa viene imposta dalla Comunità Europea, quindi dagli Stati Membri; tutelare una DOP significa garantire al consumatore che quel Prosciutto marchiato col Leone Veneto è controllato in ogni fase della filiera, ovvero dagli alimenti impiegati per la materia prima, alla vendita sotto qualsivoglia forma.

Ci dite altrimenti chi garantisce il consumatore sul fatto che un prosciutto venduto come “crudo di Montagnana” o simili, provenga effettivamente da uno stabilimento di produzione sito in Montagnana?

La risposta la diamo noi…nessuno può farlo! contrariamente a quanto accade per un prodotto DOP.

La riprova è evidente nella circostanza che molti prosciutti, presentati al pubblico e venduti come “crudo di Montagnana” o simili, provengono addirittura da Regioni diverse dal Veneto e Montagnana l’hanno vista, forse, solo in fase di commercializzazione.

La conferma ad ogni livello istituzionale, di quanto sopra, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nei giorni scorsi: nell’elenco aggiornato dei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) a seguito della richiesta avanzata in collaborazione con la Regione Veneto, sono stati eliminati il “Parsuto di Montagnana” e il “Prosciutto crudo dolce di Este”, a dimostrazione che la loro esistenza attuale era pretestuosa e nociva al nome ed alla tutela del Prosciutto Veneto DOP.

Da ultimo, ma non per importanza, gradiremmo che  da voi fosse pubblicata – oltre che la vicinanza mostrata al soggetto sanzionato – anche la solidarietà espressa nei confronti del Prosciutto Veneto DOP e del relativo Consorzio di Tutela, dalla Coldiretti territorialmente competente (si veda un recente articolo in rete), dall’opera quotidiana resa dagli Agenti Vigilatori con qualifica di Pubblica Sicurezza, nonché dalla Regione Veneto e dal competente Ministero tramite la pubblicazione di cui sopra. Vi preghiamo, per parità di trattamento, di pubblicare anche quanto in oggetto.

Grazie per l’ospitalità e per l’attenzione.

 

Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto B.E. DOP